STADIO - L'AMORE VOLUBILE
Gaetano Curreri torna alla guida del gruppo degli Stadio, con un nuovo album romantico e dalle sonorità melodiche: “L’amore volubile” è un disco che dichiara Amore in ogni nota, in ogni verso, in ogni ritornello. 12 canzoni “sussurrate all’orecchio”, che sono delle dichiarazioni, gentili e sincere, tra un nostalgico sax ed un pianoforte a coda.
Gli Stadio sono cresciuti pur rimanendo ben ancorati al loro stile, che li ha caratterizzati negli anni Ottanta: e, forse, proprio da quel periodo proviene un certo modo di comunicare, di raccontare, con le note, i propri sentimenti. Un disco che dimostra particolare attenzione all’aspetto strumentale, con incipit spesso molto lunghi ed una canzone, molto bella, non accompagnata dalla voce (“Senza parrucche”), in chiusura. Ma le doti d’autore di testi di Curreri si fanno comunque sentire, attraverso le sue parole si ridestano antichi desideri adolescenziali appartenuti al “buono” che c’è in ognuno di noi.
Nella prima canzone dell’album, “Buona sorte”, gli Stadio suonano dedicando il testo più ad una figlia che ad un amante. Curreri canta il suo desiderio di vedere felice la persona a cui si rivolge: non spera niente di più che la sua serenità, una buona sorte, appunto. Una canzone sincera e ingenua, ma che introduce l’album con ritmo incalzante.
“L’amore è volubile” è, invece, il pezzo che, pur con una minima differenza grammaticale, dà il titolo all’album. Qui l’amore è svanito, restano solo le lacrime e la pioggia a lavarle via. E, in un continuo mutare dato dalla polvere, dal vento, dal tempo, l’unica cosa a rimanere è il ricordo. Rimembranze che però mutano anch’esse, apparendo d’un tratto ingannevoli. Allora sono solo le sensazioni a connotare l’amore finito. Dal testo di Curreri si evince che non solo l’amore è volubile, quindi, ma anche ciò che lo circonda e chi lo vive, prima con intensa passione, poi con stemperata amarezza. E, nel finale di canzone la triste considerazione, o consapevolezza, di non sentire quel sentimento ormai da molto tempo. Una canzone drammatica e bella, come solo la tristezza a volte sa essere.
Il disco poi procede tra: “Mercoledì”, canzone personale e tutta al maschile, la più intima del disco; “Fine di un’estate”, in cui la stagione estiva diviene metafora della fine di una storia, canzone senza soluzione di sorta; e “Le mie poesie per te”, in cui l’amore è dichiarato mischiando delicatezza e rabbia, in un pezzo molto deciso.
Un album importante, che segna il ritorno degli Stadio in grande stile: con l’eleganza che li ha sempre caratterizzati.
1. Buona Sorte 4:05
2. Mi Vuoi Ancora 5:09
3. L'amore E' Volubile 4:09
4. Mercoledi 5:00
5. Fine Di Un'estate 4:08
6. Assolutamente Si 4:40
7. Canzoni Per Parrucchiere 4:09
8. Sinceramente 3:08
9. Le Mie Poesie Per Te 4:59
10. Le Ultime Parole Famose 3:37
11. Di Nessun Altro 4:22
12. Senza Parrucche 4:28
Genere: Pop/Rock